Tappa 2 – 28 Aprile 2012 Porto Levante – Caorle Km 116

Tempistica e Tappe:

(08:00) Porto Levante – Chioggia – Pellestrina – Lido (13:00 – 14:00) Cavallino Treponti – Eraclea Mare – Caorle (17:30).

  

Riferimenti Cartografici Siti Ufficiali: 

# Porto Levante - Chioggia : http://www.veneto.to/resource/resolver?resourceId=75545ead-3352-4d22-a8cc-1fc59eaf5669/itinerario3-2-ita

# Chioggia - Cavallino : http://www.veneto.to/resource/resolver?resourceId=7656f329-d671-41d7-8024-9cff0361d0c8/itinerario3-3-ita

# Cavallino - Caorle : http://www.veneto.to/resource/resolver?resourceId=3612d323-d799-4989-912c-64210c89c4bd/itinerario3-4-ita

Itinerario Tappa 2 - Cartografia e Altimetria
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Itinerario GPS

Visualizzazione dell'itinerario

Tempi di Percorrenza e Distanze

Diario della Giornata:

Dopo aver fatto una colazione frugale a base di pane, marmellata latte e caffè, gentilmente fattaci trovare dalla proprietaria dell'agriturismo davanti alle porte delle nostre camere siama partiti nell'aria frizzante del mattino. La strada ci ha portato nuovamente ad est verso Porto Levante. la provvidenziale svolta verso nord ci ha portato su Via delle valli, salvandoci dagli automobilisti pazzi, che corrono a rotta di collo verso Albarella. La strada che corre in valle è contornata di vecchi casoni di valle, alcuni ben restaurati e da una innumerevole folla di uccelli lacustri. Tra gli altri quelli più maestosi sono sicuramente i fenicotteri. Dopo aver percorso l'argine dell'Adige in pista ciclabile sterrata ecco il primo problema: Il ponte sulla Romea. Il marciapiede è stretto (come tutti i ponti che si incontrano sulla Romea) e pericoloso, in quanto i montanti del parapetto e del gardrail sono delle u di acciaio non protette. Cadere o toccare vuol dire rovinarsi. Fortuna vuole in ogni caso che non occorre attraversare mai la Romea a raso. Comunque l'itinerario è proseguito senza scosse lungo l'argine sx della'Adige, asfaltato, ma pochissimo trafficato. Giunti a Brondolo, non prima di esserci persi alla foce dell'Adige, altro passaggio di ponte sul solito marciapiede da equilibristi senza rete (questa volta del Brenta), quindi con stoica decisione abbiamo affrontato il caos stradale di Chioggio. Dopo vari tentativi tra sensi unici e ciclabili che ci hanno portato in fondo a Sottomarina, siam giunti alla biglietteria dei traghetti per Pellestrina. Naturamente il nostro traghetto delle 10 e 45 era pieno imballato e abbiamo dovuto ripiegare su quello successivo. Poco male. Un giro nel centro di Chioggia, che è pur sempre una piccola Venezia, è sempre bello. Bisogna comunque dire che sia il personale di terra che quello imbarcato si sono dimostrati veramente gentili nel consigliarci quali biglietti aquistare e nel gestire la lista di attesa bici visto che i posti bici a bordo (pur di 25 unità) si esaurivano veramente fretta. Infatti abbiamo contato almeno una cinquantina di bici che tra i vari viaggi prima e dopo il nostro attendevano di traghettare. Nell'attesa abbiamo fatto la conoscenza con Sandra, una simpatica ragazza Svizzera, che da sola si era fatta da Bari a Chioggia (passando anche da Ravenna) e che andava a Venezia a riprende l'aereo poer tornare a casa. Tra una chiacchiera e l'altra abbiamo passato Pellestrina lungo l'itinerario ben segnalato della Regione Veneto che ci ha fatto conoscere ogni angolo dei vari insediamenti di Pellestrina. Ogni angolo ha una sua poesia e parla delle fatiche dei pescatori, pur mascerarta dai locali per i Turisti. Il passaggio verso il Lido, meno traumatico grazie ad un grande pontone, che oltre a noi avrà imbarcato almeno un centinaio di ciclisti Altoatesini, ci ha spalancato tutto un altro scenario. Completamente diverso. Lunghi viali alberati, ville e spiagge protette da muri invalicabili. L'Excelsior e il Palazzo della mostra del cinema, così vuoti e silenziosi, appaiono del tutto diversi da quando li si vede in Tv contornati da divi e fotografi. All'imbarco per punta Sabbioni altro ritardo per via che la barca è piccola e ospita solo tre bici. Giocoforza abbiammo dovuto aspettare. in ogni caso alfin siam giunti in quel del Cavallino. Sotto un sole battente abbiamo percorso Km di bellissime ciclabili a doppio senso alcune appena realizzate. Davvero bello. Finchè siamo giunti sulla sponda del Sile verso Jesolo. Strada Bianca (ghiaia appena sparsa) sole picco, polvere. Naturamente inevitabile la foratura, riparata comunque a tempo di record. Dopo Jesolo e alcuni km su strada trafficata, sorpresa. Anche qui bellissime ciclabili appena relizzate, con una superfice di velluto, nessun cordolo negli incroci, persino un attraversamento di rotonda al centro della stessa (cose mai viste). Caorlo ci è apparsa dopo l'ultimo incrocio, alla fine della ciclabile. Una bellissima cittadina di Mare, con un centro storico veramente bello (il campanile che svetta da lontano) e tanta tanta gente. Una calorosa e inaspettata accoglienza da parte di un nolegigiatore di bici, che ha voluto una foto di gruppo davanti al suo negozio, ci ha spianato la via verso una serata di riposo.